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lunedì 4 novembre 2013

IL TAR LIGURIA SOSPENDE DI NUOVO LA CACCIA

IL TAR LIGURIA SOSPENDE DI NUOVO LA CACCIA
Il calendario venatorio "tappullo" dell'assessore Briano messo subito KO.
Ambientalisti:  " Il consigliere Bruzzone torni ai suoi sonni sul pavimento dell'aula consiliare".
 
Le associazioni ambientaliste  WWF, LAC e V.A.S. , promotrici del ricorso che ha portato il 15 ottobre scorso alla sospensiva (per 4 giorni) del calendario venatorio regionale della Liguria 2013/14 , tramite  Decreto Cautelare del Consiglio di Stato n. 4023, ottengono un secondo stop alla stagione di caccia.

Stamane, 24 ottobre, le stesse associazioni hanno ottenuto, dopo che lo studio legale del prof. Daniele Granara ha lavorato alacremente nel week-end ad un nuovo ricorso, un Decreto Cautelare urgente del presidente TAR Liguria, con cui si sospende - sino alla trattazione da parte dell'intero collegio stabilita per il 13 novembre prossimo-  la delibera della Giunta Regionale del 18 ottobre, ossia quella che col placet della IV commissione consiliare poi riunitasi eccezionalmente di sabato, aveva varato un calendario venatorio transitorio per riaprire la caccia.

Ma il nuovo provvedimento "tappullo" proposto dall'assessore Briano era carente dei pareri obbligatori della Commissione faunistica consultiva, e di quello dell' Istituto Superiore  per la Ricerca Ambientale, che peraltro aveva già in precedenza abbondantemente disatteso.

Chi si reca a caccia ora rischia una denuncia penale (pena da tre mesi ad un anno) , il sequestro di armi e  munizioni,  e la sospensione della licenza da uno a tre anni.

Stop da subito ad ogni forma di caccia per i quasi 18.000 cacciatori liguri.

Commentano WWF,  LAC e VAS: "Il consigliere regionale Bruzzone può tornare ai suoi sonni sul pavimento o sui divanetti del consiglio regionale; per quanti ci riguarda la normativa sulla salvaguardia e gestione della fauna selvatica deve essere rigorosamente rispettata anche in Liguria, se per caso non si fosse ancora capito laggiù in Via Fieschi".

Il mondo ambientalista continuerà a vigilare, anche tramite i propri legali,  contro eventuali nuove delibere gattopardesche, che tentino di cambiare qualche virgola eludendo il parere dell'Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale ; criticità erano già state evidenziate riguardo ai periodi di caccia troppo lunghi per alcune specie in inverno (tordi , beccacce), e al numero eccessivo di giornate di caccia nei mesi di ottobre e novembre, in cui si concentra il passaggio autunnale dei migratori. La Regione Liguria è priva di un piano faunistico regionale aggiornato, come prevede la normativa statale.

Purtroppo  l'assessore regionale Briano quest'anno ha evitato un serio confronto  che portasse ad un calendario venatorio redatto nel rigoroso rispetto della normativa statale vigente, quando i dovuti  passi per evitare censure dei giudici amministrativi potevano essere percorsi con un minimo di buon senso, senza coltivare le frange più esagitate del mondo venatorio.

WWF
Lega Abolizione Caccia
Verdi Ambiente e Società
(sezioni liguri)

sabato 3 agosto 2013

No trivelle nel Canale di Sicilia! Firma anche tu...


FIRMA L'APPELLO
No alle trivelle! Si al parto di Pantelleria

La minaccia petrolifera incombe su una delle isole più belle della Sicilia e dell'intero Mediterraneo. paradiso dei subacquei e degli amanti del mare incontaminato.


FIRMA ANCHE TU (clicca quì).

venerdì 2 agosto 2013

No trivelle nel Canale di Sicilia! Firma anche tu...

Dove tutte le navi passano, dove tutti i pescatori pescano, lo Stato Italiano vorrebbe trasformare il tragitto, da libero qual è, ad una corsa ad ostacoli.

L’Italia è il paese di navigatori, poeti e santi. Riguardo ai navigatori, le pagine di cronaca dei nostri quotidiani ci confermano che il settore della navigazione non sforna più illustri nocchieri. Come poeti siamo insuperabili, basti pensare che il petrolio si “coltiva” e gli impianti si dicono di “coltivazione”. Riguardo ai santi … non ci rimane che affidarci a loro in caso le coltivazioni vadano male.

Segui e diffondi la nostra campagna e aiutaci a dire no alle trivellazioni nel Canale di Sicilia.

Marco Costantini, Responsabile Mare WWF Italia 


FIRMA ANCHE TU (clicca quì).

giovedì 28 marzo 2013

C’E’ BISOGNO DI UNA SVOLTA VERDE PER RILANCIARE L’ITALIA

Club Alpino Italiano - Greenpeace -  Fondo Ambiente Italiano – Federazione Pro Natura - Legambiente – Touring Club Italiano - WWF

Comunicato stampa

La maggiori associazioni ambientaliste oggi a Montecitorio per incontrare Bersani

“C’E’ BISOGNO DI UNA SVOLTA VERDE PER RILANCIARE L’ITALIA”

Incontro con Bersani che punta su un Programma d’Attacco

“Se, come detto dall’onorevole Bersani, il nuovo Governo deve definire un ‘Programma d’attacco’, per rilanciare il Paese si deve puntare decisamente sul Green Deal, su una Svolta per un’economia verde e rigenerativa che  deve costituire il fulcro dell’agenda del futuro Governo, valorizzando gli elementi di forza (parchi, biodiversità, patrimonio culturale, produzioni di qualità), garantendo una roadmap verso il 100% di energie rinnovabili, un programma di piccole e medie opere immediatamente cantierabili per il risanamento e la manutenzione del territorio e una ri-conversione ecologica  del nostro apparato produttivo che ricomprenda i costi ambientali per evitare che le minacce e i danni ambientali provocati dalle produzioni inquinanti ricadono sui cittadini e mettano a rischio anche gli asset di forza del Paese”, così commentano le maggiori associazioni ambientaliste CAI – Club Alpino Italiano, FAI – Fondo Ambiente Italiano, Federazione Pro Natura, Greenpeace Italia, Legambiente, Touring Club Italiano, WWF che hanno avuto un incontro questa mattina dalle 13.00 alle 14.00 a Montecitorio con l’onorevole Pierluigi Bersani, che ha ricevuto il mandato esplorativo dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Apprezziamo che per la prima volta nella storia repubblicana si chieda un incontro anche con le associazioni ambientaliste, riconoscendo loro un ruolo fondamentale nel contribuire con la tutela dell’ambiente, della biodiversità e dei beni culturali alla ricchezza della nazione”, aggiungono le maggiori associazioni ambientaliste, che hanno consegnato un sintetico documento su 10 temi 1.Energia e clima; 2. Trasporti e infrastrutture; 3. Consumo del Suolo, 4. Difesa del Suolo, 5. Bonifiche, 6, Biodiversità e aree protette, 7. Beni culturali e paesaggistici, 8. Turismo e ambiente, 9. Ministero dell’ambiente, 10. Diritti e delitti ambientali (vedi scheda di approfondimento in coda).

Le maggiori associazioni ambientaliste chiedono, anche, di dare piena attuazione alla Strategia Nazionale della Biodiversità, approvata nell’ottobre 2010, che stenta a decollare e di fissare un termine entro il quale approvare la nuova generazione dei Piani paesaggistici, che attendiamo dal gennaio 2010. Occorre che il Governo si occupi organicamente di Patrimonio culturale, della sua conservazione (tutela e cura), fruizione (turismo culturale) e ri-produzione di cultura”.

Le maggiori associazioni ambientaliste chiedono più coraggio nella ri-conversione ecologica dell’economia: “Il presupposto della Green Economy è la decarbonizzazione dell'economia e non quella di creare un "settore verde. – commentano le maggiori associazioni ambientaliste e aggiungono: “In questo senso, le proposte a breve presentate nel Programma di Governo dell’on. Bersani, ampiamente condivisibili nello specifico, vanno inserite in un quadro nuovo che preveda la progressiva fuoriuscita dalle fonti fossili. E' necessario rivedere in quest'ottica la "Strategia Energetica"da poco approvata dal governo uscente: eliminare progressivamente l’uso del carbone e dell'olio combustibile nel settore elettrico, fermare le trivelle a mare, garantire strumenti efficaci e snelli alle rinnovabili per uno scenario 2050 a zero emissioni di CO2. Anche nel settore delle grandi opere si chiede chiarezza: si deve definire un Piano nazionale per la mobilità che serva a dare risposta ai gravi problemi di congestione e di inquinamento delle nostre città, abbandonare il Primo programma delle infrastrutture strategiche, che costituisce (con le sue 390 opere in elenco per 375 miliardi di euro) un’ipoteca per il futuro economico-finanziario e ambientale del Paese.”

Approfondimento: clicca quì (file pdf 76,0 KB).

mercoledì 6 marzo 2013

Questionario online sulla revisione della legge europea sul biologico

RIFORMA DELLA PAC
L’AMBIENTE AGRICOLO E’ IN CRISI, AGISCI ORA!
UN CARTELLO DI ASSOCIAZIONI LANCIA ANCHE IN ITALIA UNA PETIZIONE ONLINE INDIRIZZATA AI PARLAMENTARI EUROPEI PER UNA RIFORMA ‘VERDE’ DELLA POLITICA AGRICOLA COMUNE
  • Questionatio online: link
In vista della votazione in plenaria del Parlamento Europeo sulla riforma della Politica Agricola
Comune (PAC) 2014-2020, annunciata per il prossimo 11 marzo, le Associazioni ambientaliste e dell’Agricoltura biologica e biodinamica italiane credono sia giunto il momento di voltare pagina e finanziare solo le buone pratiche agricole che rispettano la Natura e che producano cibo sano con modalità che siano sostenibili anche per le future generazioni. Per questo hanno lanciato a livello europeo, anche in lingua italiana, una petizione online indirizzata ai parlamentari europei impegnati nei prossimi giorni a decidere sul futuro dell’agricoltura.
277 associazioni ed organizzazioni europee hanno già inviato una lettera aperta a tutti gli
europarlamentari (
https://www.wwf.it/UserFiles/File/Lettera%20aperta_PAC_1marzo2013.pdf
) per ribadire perché la politica agricola europea ha bisogno di urgenti riforme. Con la petizione online tutti i cittadini europei possono far sentire la loro voce per sostenere una autentica riforma verde della PAC che renda l’agricoltura europea più pulita, sostenibile, sana e giusta.
Per più di cinquant’anni l’Unione Europea ha incentivato e finanziato pratiche agricole dannose, che inquinano i nostri suoli, le nostre acque e la nostra aria, mentre la buona agricoltura biologica e biodinamica veniva sempre più penalizzata e marginalizzata, sprecando in questo modo i soldi dei contribuenti.
L’attuale crisi economica colpisce un’agricoltura già attraversata da una profonda crisi strutturale, in Italia le aziende sono calate in 10 anni del 32,2% e il loro reddito del 25,3%, mentre in Europa nell’ultimo decennio si sono persi complessivamente 3,7 milioni di posti di lavoro nell’agricoltura.
Il 92% dei fiumi e dei laghi di tutta Europa sono inquinati per l’uso eccessivo di concimi chimici e pesticidi e soffrono per l’eccessivo prelievo di acqua destinata all’agricoltura (in Italia il 60% dei consumi idrici), negli ambienti agricoli dal 1980 ad oggi sono andati persi oltre 300 milioni di uccelli selvatici. I dati sull’ambiente in Europa evidenziano una crisi generalizzata della biodiversità e il consumo di suolo agricolo negli ultimi sessant’anni, un milione e mezzo di ettari dei terreni più fertili in Italia, mette a rischio anche la sicurezza alimentare. Questa crisi è il punto di arrivo di un modello di agricoltura non più sostenibile per modalità di produzione e di consumo.
Tutto questo non è più accettabile.
“Se non vuoi che i tuoi soldi siano usati per finanziare pratiche agricole che devastano il
territorio chiedi ai tuoi rappresentanti al Parlamento Europeo di votare a metà marzo per una
politica agricola più verde. Per la prima volta nella storia infatti hanno il potere di votare per
una politica agricola amica della Natura, che non sperperi i nostri soldi e che serva a produrre
cibo sano in maniera più sostenibile. Questo porterà benefici per tutti” chiede l’appello online
promosso a livello europeo da Birdlife, EEB, IFOAM e WWF (organizzazioni rappresentate in
Italia dalle Associazioni nazionali LIPU, Legambiente, Federazione nazionale Pro Natura , AIAB, Federbio, FIRAB, UPBio, WWF). All’appello hanno aderito anche altre Associazioni nazionali riunite in un tavolo di lavoro comune sulla riforma della PAC come il FAI (Fondo Ambiente Italiano), Italia Nostra, Touring Club Italiano, Associazione Italiana Agricoltura Biodinamica, SIEP (Società Italiana Ecologia del Paesaggio) e Slow Food.
La mobilitazione delle Associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica e biodinamica
europee e nazionali intende ribaltare alcune decisioni assunte dalla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo considerate insostenibili per l’ambiente e penalizzanti per le pratiche agricole più virtuose e sostenibili.
Nella plenaria di marzo le Associazioni chiedono per questo ai Parlamentari Europei di votare per una vera riforma della Politica Agricola Comune (PAC) che:
1. ASSICURI l’adozione delle migliori pratiche agricole per la tutela dell’ambiente da
parte di tutti gli agricoltori che beneficiano dei pagamenti diretti della PAC (il cosiddetto
“greening”), mentre la proposta attuale prevede l’esclusione delle aziende sotto i 10 ettari;
2. RESPINGA i doppi pagamenti illegali proposti dalla Commissione Agricoltura, che
consentirebbero di pagare due volte gli agricoltori per le stesse attività;
3. REINTRODUCA l’obbligo per gli agricoltori del rispetto delle normative europee in
materia di tutela dell’ambiente, sicurezza alimentare, benessere animale e salute pubblica
per poter ricevere i finanziamenti comunitari, attraverso la cosiddetta “condizionalità”.
4. SOSTENGA maggiormente l’agricoltura biologica ed i sistemi agricoli di Alto Valore
Naturale.
In questo scenario l’agricoltura biologica deve assumere un ruolo completamente nuovo
rispetto al passato, utile per il futuro di tutta l’agricoltura, diventando metodo produttivo
centrale dal quale partire per un nuovo modello di riferimento basato su valori etici e sociali e sulla tutela dei beni pubblici.
Sono, infatti, proprio le aziende biologiche che attraverso la diversificazione (base fondante
dei principi del biologico) hanno saputo interpretare la multifunzionalità in misura maggiore
rispetto alle altre e che oggi si dimostrano più resilienti anche sul piano economico e in sintonia maggiore con l’ambiente e i bisogni dei cittadini. Per questo l’agricoltura biologica deve essere maggiormente sostenuta da un’autentica riforma della PAC.

sabato 2 febbraio 2013

Vivere il verde in città - 2 marzo centro Allende

Vivere il verde in città
una proposta WWF per i giardini storici della Spezia

La proposta del WWF La Spezia riguarda un utilizzo "dinamico" del verde urbano relativamente ai giordini storici del centro città, i quali possono diventare un autentico "Parco urbano" in tempi in cui occorre salvaguardare l'ambiente ma anche trovare luoghi realmente utili a trovare quel che serve per vivere meglio.
I girardini, suddivisi un aree, mantengono la loro identità storica, migliorata nella loro fruibilità: l'attività fisica all'apreto per tutti (jogging, bocce, bibicletta, danza, discipline orientali, nordic walking, etc etc) giochi, musica, teatro di strada, burattini, centro di bioeducazione permanente, attività naturalistiche, bar attrezzato e altro ancora.
Questo nuovo modello di parco contribuisce a portare nuovo movimento economico in centro città e la possibilità di una nuova occupazione, soprattutto per i giorvani.
Secondo il WWF, è utile coinvolgere n una gestione del parco partecipata il Comune della Spezia in quanto ente istituzionalmente preposto alla gestione della collettività e dell'area in senso specifico, come i cittadini attraverso le varie associazioni interessate.
Una proposta che vuole salvaguardare l'ambiente, promuovere socialità nel divertimento, creare lavoro ed opportunità economiche.

Il convegno si terrà presso il centro Allende sabato 2 marzo dalle 17:00 alle 19:00 

Interverranno:
  • Andrea Agapito - Responsabile WWF Italia "Area RETE e OASI"
  • Marco Dinetti - Responsabile nazionale ecologia urbana LIPU
  • Giovanni Lamagna - Rappresentante WWF Campania
  • Daniela Senese - Rappresentante WWF La Spezia (relatrice)
  • Moderatore: Francesco Vaccarone
Per info: laspezia@wwf.it - wwfsp.blogspot.it - 328 37 32 916 - 340 62 58 768


Al termine seguirà aperitivo

Alle ore 16:00, breve passeggiata ai giardini per osservare ed ascoltare le voci della natura con Marco Dinetti.

Link manifesto: clicca quì.

martedì 22 gennaio 2013

Salviamo gli elefanti africani

Se anche tu vuoi salvare gli elefanti africani firma questa petizione.
Già 100.000 persone hanno firmato, fallo anche tu ed aiutaci a raggiungere quota 1.000.000!!!

Link: petizione.

martedì 23 ottobre 2012

Trivelle d’Italia: In arrivo almeno 70 piattaforme petrolifere a mare

Cancellare l’articolo 35 del decreto “Cresci Italia”(d.l. 83/2012) voluto dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, e scommettere su una Strategia energetica nazionale che non rilanci le fonti fossili, ma punti decisamente su efficienza e rinnovabili.

Perché quell’articolo espone a rischio trivellazione una superficie marina più grande della Sicilia e costituisce una sanatoria non solo dei titoli acquisiti dai petrolieri al giugno 2010 ma anche delle istanze di prospezione e di ricerca in mare nella fascia di interdizione delle 12 miglia, mettendo a rischio le aree protette e le zone litoranee di pregio.

E’ questa la richiesta avanzata al Parlamento da Greenpeace, Legambiente e WWF, che hanno organizzato oggi al Senato il convegno “Trivelle d’Italia” per mettere in evidenza tutti i problemi ambientali ed economici di questa scelta, oltre alle scarse riserve di petrolio presenti in Italia e le royalties irrisorie con cui le compagnie petrolifere spingono alla corsa all’oro nero e per fermare la deriva petrolifera del governo Monti. All’incontro sono intervenuti: Alessandro Giannì, direttore delle campagne Greenpeace Italia, Stefano Ciafani, vicepresidente Legambiente, Dante Caserta, vicepresidente WWF Italia, Luca Pardi, presidente di ASPO Italia, Giampaolo Buonfiglio, presidente AGCI-Agrital, Pietro Dommarco, autore del libro “Trivelle d’Italia” e i senatori Francesco Ferrante, Roberto Della Seta, Antonio D’Alì e Daniela Mazzuconi, firmatari di un disegno di legge per abrogare l’articolo 35.

Il decreto “Cresci Italia”, infatti, estende a tutta la fascia costiera la zona off limits delle 12 miglia per le nuove richieste di estrazione di idrocarburi a mare, ma fa anche ripartire tutti i procedimenti per la prospezione, ricerca ed estrazione di petrolio che erano stati bloccati nel giugno di due anni fa dal decreto legge n. 128/2010 approvato dopo l’incidente alla piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico.
L’articolo 35 del decreto “Cresci Italia” stabilisce di fare salvi i procedimenti concessori (…) in corso, ma anche i procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi che siano stati avviati al 29 giugno 2010. Inoltre, la fascia off-limits delle 12 miglia parte ora dalle linee di costa (cioè dalla battigia) e non come era stabilito precedentemente dalle linee di base (linee che includono golfi e insenature). Nella sostanza, anziché garantire i soli titoli acquisiti, come ha tentato di accreditare il ministro dello Sviluppo economico Passera, si mettono così a rischio ampissime porzioni delle acque territoriali italiane, anche all’interno delle fasce d’interdizione introdotte nel giugno 2010 a tutela delle aree protette.
Un colpo di spugna che potrebbe dare il via libera ad almeno 70 piattaforme di estrazione di petrolio che si sommerebbero alle 9 già attive nel mare italiano per un totale di 29.700 kmq di mare tra Adriatico centro meridionale, Canale di Sicilia, mar Ionio e golfo di Oristano, praticamente una superficie più grande della Sicilia.


Link: wwf.it
Approfondimento: Milioni di regali - Italia: Far West delle trivelle (pdf)

lunedì 24 settembre 2012

IL WWF ALLA GOOD FOOD MARCH PER CHIEDERE ALL’EUROPA UN'AGRICOLTURA SOSTENIBILE

RIFORMA DELLA POLITICA AGRICOLA

IL WWF ALLA GOOD FOOD MARCH PER CHIEDERE ALL’EUROPA UN'AGRICOLTURA SOSTENIBILE

OGGI IN UE: COMITATO AMBIENTE VOTA AGRICOLTURA SOSTENIBILE,
MA IL COMITATO AGRICOLTURA REMA CONTRO
WWF RINNOVA LE RICHIESTE AL MINISTRO CATANIA PER LA
RIFORMA VERDE DELLA PAC

Agricoltori, ambientalisti e consumatori si sono ritrovati oggi a Bruxelles per chiedere al Parlamento Europeo un impegno per l’approvazione di una riforma della Politica Agricola Comune (PAC) in grado di assicurare per il futuro un’agricoltura sostenibile per l’ambiente, che sostenga le pratiche agricole tradizionali per un’alimentazione sana e giusta. Alla manifestazione Good Food March, promossa a livello europeo da Slow Food, ha aderito anche il WWF Italia, il WWF Francia, il WWF Spagna e il WWF Grecia, uniti alle altre decine di Associazioni europee per chiedere una PAC più verde e sostenibile. Il WWF Italia ha aderito all’evento partecipando all’action photo, invitando i gestori delle “Fattorie del Panda” ad inviare una loro foto per costruire l’album fotografico presentato oggi ai parlamentari europei: http://www.goodfoodmarch.eu

Per la prima volta, la riforma dell'agricoltura europea sarà decisa congiuntamente dal Parlamento europeo e dai Governi nazionali che devono nelle prossime settimane completare la discussione e l’approvazione della proposta di riforma presentata dalla Commissione Europea.

Proprio oggi il Comitato Ambiente del Parlamento Europeo (ENVI) ha dato un voto importante per l’attuazione del greening per i pagamenti diretti agli agricoltori, che garantirebbe contributi UE supplementari solo agli agricoltori che adottano solide misure ambientali, e allo stesso tempo ha votato contro misure di assicurazione per gli agricoltori che toglierebbero fondi a importanti misure ambientali. Ma tutto questo rischia purtroppo di non avere seguito. Il Comitato Agricoltura (AGRI) infatti difficilmente accetterà queste posizioni e tornerà a un greening “à la carte” secondo cui gli agricoltori potranno scegliere le misure ambientali che ritengono di poter implementare più facilmente. Ma in questo modo non potrebbe essere attuato alcun piano organico coordinato dall’UE per affrontare problemi come il cambiamento climatico o la perdita di biodiversità potrebbe essere gestito, perché Stati membri e singoli agricoltori potrebbero implementare una ingestibile moltitudine di misure.

“Il WWF plaude al Parlamento Europeo per aver votato misure che possono aiutare l’agricoltura ad adottare pratiche più sostenibili e  auspica che il prossimo Consiglio Europeo sull’agricoltura, previsto per il 24 e 25 settembre, confermi questo indirizzo per garantire un piano coordinato ed efficace evitando ingestibili individualismi – ha detto il WWF - Se l’Europa vuole essere responsabile sul fronte sociale e ambientale, il Comitato Agricoltura ha la responsabilità morale di seguire questo indirizzo. I 50 miliardi di euro annuali destinati alla riforma sono a rischio, se non viene dimostrato che i soldi pubblici sono utilizzati per garantire beni pubblici come l’accesso all’acqua pulita e la lotta al cambiamento climatico.”

Sono oltre 7000 gli emendamenti al testo proposto dalla Commissione e solo una manciata di queste proposte di modifica va, secondo il WWF, nella direzione giusta per una riforma della PAC in grado di rendere concretamente sostenibile l’agricoltura europea. Le Associazioni che hanno promosso la Good Food March vogliono evidenziare come negli ultimi 50 anni le risorse che il bilancio dell’Unione Europea destina all’agricoltura sono state impiegate per sostenere essenzialmente la produzione alimentare industrializzata. Questa forma di agricoltura sta minacciando l'esistenza dei nostri agricoltori del Nord e del Sud del mondo. Crea, da un lato, insicurezza alimentare a livello globale e, dall’altro, montagne di rifiuti alimentari. Distrugge l'ambiente perché si basa su un uso eccessivo di fertilizzanti chimici, pesticidi nocivi e combustibili fossili. Gli allevamenti intensivi dipendono dalle importazioni di soia destinata all'alimentazione animale. Questi allevamenti ignorano il benessere degli animali, aggravano il cambiamento climatico e conducono all'abbandono delle aree rurali. Chiediamo una profonda revisione del nostro sistema agroalimentare. Per questo la PAC deve cambiare in modo sostanziale, premiando le aziende agricole che adottano pratiche colturali più sostenibili per l’ambiente, amiche della biodiversità e del clima. Questa estate, agricoltori, cittadini e giovani provenienti da tutta Europa hanno marciato verso Bruxelles, a piedi, in bicicletta o con il trattore per ritrovarsi insieme il 19 settembre per chiedere che l'Unione Europea assicuri un buon cibo e una buona agricoltura.

In occasione di questo incontro il WWF rinnova le sue proposte per la riforma della Politica Agricola Comune dell’Unione Europea  al momento in discussione presso il Parlamento Europeo, evidenziando il ruolo insostituibile che l’agricoltura europea ed italiana è chiamata a svolgere per affrontare le complesse sfide ambientali a livello globale e locale: la conservazione della biodiversità, la gestione delle risorse idriche, la mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e lo sviluppo delle energie rinnovabili. Il WWF davanti alla previsione di un taglio significativo del bilancio dell’Unione Europea sostiene con convinzione la conferma delle risorse assegnate all’agricoltura, ma ritiene che il 40% delle risorse complessive assegnate all’agricoltura sono oggi giustificabili solo se il mondo agricolo è disposto ad assumere con maggiore convinzione e coerenza impegni concreti per la soluzione dei problemi ambientali globali, che rischiano tra l’altro di compromettere seriamente la sostenibilità economica della stessa agricoltura.

Il WWF rinnova per questo la richiesta al Ministro dell’agricoltura, Mario Catania, di un convinto impegno del Governo italiano a sostenere una riforma “verde” della Politica Agricola Comune dell’Unione Europea in grado di valorizzare i modelli di gestione delle aziende agricole più virtuosi e funzionali alla conservazione della biodiversità, alla gestione sostenibile delle risorse idriche e alla mitigazione ed adattamento ai cambiamenti climatici. Contrapporre oggi la sostenibilità economica delle aziende agricole alla sostenibilità ambientale sarebbe un gravissimo errore, la tutela dell’ambiente può rappresentare infatti per le nostre imprese agricole una opportunità di sviluppo ed innovazione nell’ambito della multifunzionalità dell’agricoltura che veda riconosciuto economicamente il contributo fornito al mantenimento dei beni e servizi pubblici nelle aree rurali. Il sostegno all’introduzione del greening nel primo pilastro della PAC è giustificato proprio dalla volonta’ di attribuire un giusto riconoscimento economico alle aziende agricole che assumono maggiori impegni volontari per la tutela dell’ambiente. I pagamenti diretti del primo pilastro devono premiare i modelli virtuosi di gestione dell’agricoltura in grado di assicurare la conservazione del nostro patrimonio naturale e la vitalità dei territori rurali assicurando accanto alla produzione primaria di cibo anche servizi ambientali e sociali, mentre lo sviluppo rurale (secondo pilastro della PAC) deve essere rafforzato assicurando almeno il 50% delle risorse totali assegnate all’agricoltura nel bilancio dell’Unione Europea. Lo sviluppo rurale è considerato infatti dal WWF lo strumento più efficace della PAC per affrontare le sfide ambientali, per questo almeno il 50% delle risorse dello sviluppo rurale dovrebbe essere attribuito alle misure ambientali per le quali è indispensabile garantire anche una quota maggiore di cofinanziamento dai fondi comunitari.

Link al documento (PDF).

mercoledì 29 agosto 2012

RiutilizziAMO l'ITALIA

Oggi, sempre restando sull'iniziativa di RiutilizziAMO l' ITALIA, vi pubblichiamo il video ufficiale.


Il filmato è visibile anche sul nostro canale di youtube: WWF La Spezia.
Oppure sul canale youtube del WWF Italia.


martedì 28 agosto 2012

RiutilizziAMO l'ITALIA



Con il post di oggi vogliamo portare la vostra attenzione su un'iniziativa nazionale del WWF chiamata riutilizziamo l'Italia.

WWF con RiutilizziAMO l’Italia mira a suscitare un movimento culturale e sociale che serva a reinventare il nostro territorio, riducendo  il consumo del suolo.
In un nuovo quadro di sviluppo sostenibile, il recupero e riutilizzo delle aree in disuso o degradate può partire dal basso e da iniziative spontanee, e potrebbe avere grandi effetti di incentivazione dell’occupazione giovanile e di freno all’irrazionale e bulimico consumo del suolo che ha caratterizzato lo sviluppo del nostro Paese negli ultimi 50 anni.
 
Abbiamo bisogno delle tue idee, della  creatività delle comunità locali.
RiutilizziAMO L'ITALIA è l'occasione per riappropriarti del tuo territorio.
Per scegliere e ricostruire lo spazio in cui vivi. Ogni giorno.
Link: invia la tua segnalazione (scade il 31 ottobre).

 





lunedì 16 luglio 2012

DOSSIER WWF “SPIAGGE D’ITALIA: BENE COMUNE, AFFARE PER POCHI”


DOSSIER WWF “SPIAGGE D’ITALIA: BENE COMUNE, AFFARE PER POCHI”:
Viaggio nell’Italia dei litorali, tra 12.000 stabilimenti, spiagge negate,
concessioni permanenti e un caos normativo variabile


RIPARTE DALLE SPIAGGE L’AZIONE WWF PER UN MEDITERRANEO DI QUALITA’

IL DECALOGO WWF PER LA TUTELA DELLE SPIAGGE

Ci sono principi che possono garantire la tutela di un bene comune prezioso come le spiagge. Ecco il decalogo WWF per uscire dalla logica speculativa e privatistica con cui è stato gestito il patrimonio di tutti e rientrare nell’alveo dove le prime cose che si tengono in considerazione sono gli interessi collettivi, come la tutela dello straordinario patrimonio ambientale costituito dalle nostre spiagge, che devono essere ben tutelate se vogliamo che continuino a dare ricchezza.

  1. Fermarsi. È la prima cosa da fare, fermare o condizionare fortemente il rilascio di nuove concessioni. La misura è ormai colma, l’occupabile in prossimità dei centri abitati è stato occupato e si rischia che le nuove concessioni vengano rilasciate nelle zone ora più delicate sia sotto il profilo ambientale che paesaggistico. 
  2. Censire. Come si può vedere dalla presente relazione è ben difficile avere numeri aggiornati e certi. Un aspetto così delicato della gestione del territorio del nostro Paese necessita di elementi conoscitivi più chiari e trasparenti che si possono rapidamente acquisire, sistematizzare e rendere accessibili.
  3. Ridiscutere. I canoni concessori sono uno scandalo e ancor più il regime fiscale che governa il settore degli stabilimenti balneari. 
  4. Stare in Europa. Gli escamotage italiani per non assegnare per gara le concessioni scadute non danno dignità al nostro stare in Europa, sono una perita economica secca, non incentivano l’aumento di professionalità e di qualità del settore. Usciamo dalla logica di sentirci sempre diversi, chi vuole fare l’imprenditore lo faccia davvero come avviene all’estero, e non chieda garanzie che vanno a scapito degli interessi collettivi. 
  5. Tutelare. Le spiagge libere sono ormai poche, vanno tutelate al di là di ogni loro caratteristica naturalistica o paesaggistica. Vanno tutelate come “vuoti” che riequilibrano il “troppo pieno” che altrove si è realizzato. 
  6. Gestire. Introdurre elementi di attenzione ambientale nella gestione delle spiagge, non solo di quelle ricadenti all’interno di aree protette o con vincoli naturalistici. Garantire una maggiore efficienza ambientale degli stabilimenti, significa renderli più compatibili e diminuire il loro impatto ambientale. 
  7. Controllare. Il quadro della situazione dimostra che vanno assolutamente intensificati i controlli, anche perché le statistiche inequivocabilmente attestano l’altissima percentuale di illeciti che viene riscontrata ogni qualvolta questi vengono esercitati. Pertanto nell’attesa di un riassetto del sistema è quantomeno doveroso e obbligatorio far sì che le regole fissate vengano rispettate. 
  8. Ripensare. È un sistema che va ripensato quello degli stabilimenti in concessione, che va ridisegnato con una prospettiva lunga, che va tarato e adattato quasi caso per caso. Il livello di conoscenza e di sensibilità che abbiamo oggi raggiunto impone alla pubblica amministrazione una riflessione che non può essere sempre condizionata dagli interessi legati allo status quo. 
  9. Riscoprire. La sensibilità è frutto di educazione e come tale può essere incentivata. La bellezza del mare, delle spiagge, delle coste, delle dune sabbiose va riscoperta nella sua essenza. Il valore di questi beni, che non sono di consumo ma che come tali vengono trattati, impone nuove forme di educazione e di coinvolgimento nella azioni di gestione e di tutela. 
  10. Sottrarre. Tutta la politica di concessione demaniale si è oggi basata sull’aggiungere qualcosa, sul costruire e realizzare, la politica dei rinnovi deve essere incentrata sulla sottrazione, sull’alleggerimento anche attraverso l’utilizzo di strutture temporanee di facile rimozione che nel periodo invernale vengono riposte in magazzini liberando le spiagge.
Link per scaricare il dossier completo: link (PDF 5,66 MB).

giovedì 14 giugno 2012

1 ° ANNIVERSARIO REFERENDUM ACQUA E NUCLEARE

WWF: “SU ACQUA ED ENERGIA LE ISTUZIONI DEVONO RISPONDERE ALLE RICHIESTE DELLA SOCIETA’ CIVILE”

Ancora assente una Strategia energetica nazionale, mentre nelle nostre bollette è ancora presente la quota pagata ai privati, abrogata dal referendum

Una Strategia energetica nazionale ancora assente e la quota per i gestori privati dell’acqua, abrogata con il voto referendario, ancora presente in bolletta: è la fotografia scattata dal WWF Italia nel giorno del primo anniversario dei Referendum popolari su acqua e nucleare del 12-13 giugno 2011.
“Il referendum sul nucleare del 2011 – spiega l’associazione - ha creato i presupposti per la definizione di una nuova Strategia energetica nazionale basata su rinnovabili, risparmio ed efficienza energetica ma che, oltre a non essere ancora stata del tutto formulata, dovrebbe abbandonare gli investimenti sulle centrali a carbone, contro le quali il WWF ha avviato una petizione on line sul sito della propria campagna ‘Decarbonizziamo l’Italia’ (http://stopcarbone.wwf.it/).
A tale proposito, il WWF valuterà il cosiddetto Decreto ‘Crescita Sostenibile’, attualmente in discussione del Consiglio dei Ministri, anche in base a quali misure concrete il Governo prenderà in campo energetico,  a partire dall’efficienza energetica degli edifici e dagli incentivi per le energie rinnovabili rispetto ai quali l’Italia ha già ricevuto una censura della Commissione Europea”.

“Per quanto riguarda invece il servizio idrico, aver bloccato l’obbligatorietà della privatizzazione, riconoscendo l’acqua come bene comune, è stata una delle più importanti manifestazioni della volontà popolare nel nostro Paese.
Purtroppo a distanza di 1 anno dalla straordinaria vittoria referendaria, se da un lato abbiamo evitato la privatizzazione obbligatoria del servizio idrico, dobbiamo però registrare che nelle nostre bollette continua a comparire la remunerazione del capitale investito, abrogata dal referendum, e che solo a Napoli la Società per Azione di gestione del servizio idrico è stata trasformata in Azienda Speciale, strumento fondamentale per giungere ad una gestione trasparente e partecipata, lontana dalla ricerca del profitto e dalle spartizioni politiche clientelari. Preoccupante invece è quanto sta accadendo a Roma, dove, la Giunta comunale, con la vendita della società Acea, sta andando nettamente nella direzione opposta.
Ma il WWF, all’interno dell’ampio movimento che ha promosso i referendum, continuerà ad operare fino a quando non si darà piena attuazione a quanto stabilito dalla volontà popolare”.

giovedì 7 giugno 2012

No al carbone, si al futuro

Da qualche settimana è on-line un nuovo sito del WWF dedicato alle centrali elettriche a carbone, lo slogan è:

Vi starete chiedendo, perché stop al carbone?
Ecco le risposte...
  • Il carbone è il combustibile fossile più inquinante e pericoloso che ci sia.
  • È il peggior nemico per il clima perché è il responsabile del 43% delle emissioni di gas serra mondiali.
  • È il più pericoloso per la salute perché svariati studi scientifici ci confermano che causa malattie cardiache e respiratorie, cancro, ictus e minaccia addirittura i feti ai primi stadi evolutivi.
  • È inutile per l'Italia perché la capacità di generazione elettrica italiana è quasi doppia rispetto al più alto picco di consumi mai registrato.
  • È necessario puntare a un modello di sviluppo diverso, fondato sull'efficienza energetica e sulle rinnovabili. È necessario che non si costruiscano altre centrali a carbone e che si chiudano quelle esistenti.
  • È necessario dire NO al carbone e SI al futuro.
 E' presente anche una petizione che vi invitiamo a sottoscrivere.
Per ogni centrale è presente una scheda, per La Spezia c'è la Eugenio Montale.


Link al sito: stopcarbone.wwf.it
Link alla petizione: petizione


venerdì 20 aprile 2012

PORTA LA SPORTA - Sabato 21 aprile evento a La Spezia

Gli attivisti del WWF La Spezia vi aspettano sabato 21 Aprile dalle ore 10.00 in Via Prione,
accanto all’ingresso del Museo Lia.

Torna anche quest'anno la Settimana Nazionale Porta la Sporta -giunta alla sua terza edizione- che promuoviamo in collaborazione con le associazioni partner della campagna: WWF, Italia Nostra, Touring Club Italiano e Adiconsum e con il Patrocinio del Ministero dell'Ambiente.
Scopo di questo evento annuale è portare ad un pubblico sempre più vasto i temi e il progetto di Porta la Sporta che dal marzo del 2009 si è assunto il compito di far crescere nell'opinione pubblica una maggiore consapevolezza ambientale. 
Attraverso un'informazione mirata su quali siano le conseguenze dei nostri stili di vita e di consumo sullo stato attuale del pianeta e la proposta di alternative di consumo più sostenibili si è cercato di accelerare un cambiamento non più rimandabile.
Ciascuno di noi deve essere consapevole che in ogni gesto quotidiano è possibile fare molto per diminuire la pressione sulle risorse naturali e senza provare alcun fastidio o fatica, anzi, traendone persino soddisfazione!
La settimana “Porta la Sporta” si propone di coinvolgere durante la sua durata quanti più soggetti
possibili a partecipare con iniziative che abbiano come obiettivo la prevenzione e la riduzione
degli imballaggi e di altri articoli usa e getta che fanno crescere la nostra pattumiera aggravando il consumo di risorse. A scelta, i partecipanti alla settimana potranno promuovere nella loro comunità azioni come l'adozione della sporta così come di altre soluzioni che eliminino o sostituiscano il monouso con soluzioni riutilizzabili o prodotti adatti all'uso multiplo.

E' attiva anche una petizione on-line per chiedere ai supermercati di ridurre gli imballaggi.
Link alla pagina dove spiegano la petizione: link, oppure firma direttamente premendo sul pulsante sotto. 





Link: Porta la sporta.