mercoledì 18 settembre 2013

NEL DECRETO DEL FARE 2, SI PROMUOVA L’ENERGIA DEL FUTURO. NO A SUSSIDI PER CARBONE E FOSSILI.

NEL DECRETO DEL FARE 2, SI PROMUOVA L’ENERGIA DEL FUTURO. NO A SUSSIDI PER  CARBONE E  FOSSILI.

Dare impulso alle fonti rinnovabili e all’uso efficiente dell’energia e delle risorse, non ai combustibili fossili e alle attività non sostenibili: questa deve essere la prospettiva del decreto del Fare 2 se si vuole puntare a dare un futuro all’energia e all’economia: è quanto dichiarano le associazioni ambientaliste Greenpeace, Legambiente e WWF, allarmate per le voci di sussidi al carbone e modifiche agli incentivi per le rinnovabili. Sul decreto c’è poca trasparenza, visto che sono circolate versioni complete di un articolo che stabiliva un sussidio per una centrale a carbone nel Sulcis prelevato dalla bolletta dei consumatori, versioni poi smentite. Realizzare un impianto a carbone in quell’area sarebbe un abominio, in un sol colpo si metterebbero insieme la fonte più inquinante e maggiormente responsabile dei cambiamenti climatici, la miniera più antieconomica d'Europa, il sistema di sussidio ai fossili meno trasparente, nonché il più iniquo per i consumatori.  Gli ambientalisti non si fidano delle smentite venute dal Ministero dello Sviluppo Economico, visto che si è solo precisato che “non si è ancora trovata una sintesi”, senza offrire nessun chiarimento sulle premesse. Greenpeace, Legambiente e WWF chiedono al Governo di non approvare alcun sussidio, palese o surrettizio, ai combustibili fossili, tantomeno al carbone, il più inquinante. Ai parlamentari gli ambientalisti chiedono di essere vigili e annunciano che, nel caso in cui la norma circolata fosse effettivamente varata, porterebbero la questione in tutte le sedi, italiane ed europee. La Commissione UE in passato aveva avviato procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per aiuti di stato al progetto del Sulcis: gli incentivi che si voleva dare all’energia elettrica prodotta da carbone (equiparandola a fonti rinnovabili) avrebbe costituito una palese distorsione della concorrenza.
Le voci in bolletta connesse alle fonti fossili – secondo diversi studi, - sono già passate dal 31 al 57% del totale. Di contro, i soldi spesi per il sostegno degli impianti che producono energia rinnovabile producono un saldo positivo stimato tra i 30 e i 76 miliardi di euro. Inoltre, l’Autorità per l’Energia ha appena approvato uno schema per il capacity payment (in pratica, le centrali in sovrannumero vengono pagate solo perché assicurano la potenziale produzione di energia elettrica necessaria, non perché la producono davvero) senza che questo sia stato inquadrato in un piano adeguato per la chiusura delle centrali non necessarie e per lo sviluppo delle fonti rinnovabili in sostituzione della capacità fossile.
Secondo Greenpeace, Legambiente e WWF l’Italia deve puntare su efficienza energetica ed energie rinnovabili, comparti nei quali esprime enormi potenzialità, e non consegnarsi mani e piedi alla dipendenza energetica dalle fonti fossili: in tal senso, è necessario che ci si doti di obiettivi concreti, a livello europeo e italiano; e che il Governo si impegni concretamente, in sede UE, affinché vengano previsti target di crescita delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, oltre che di contenimento delle emissioni di gas serra, per il 2030. Derive come quello di una centrale a carbone nel Sulcis indicano come obiettivi cogenti su rinnovabili ed efficienza siano essenziali per “aiutare” il Paese a tenere la barra a dritta.
Il Sulcis produce un carbone particolarmente sporco (zolfo) e dallo scarso potere energetico. E’ quindi diseconomico, oltre che cinico, che gli ex minatori del Sulcis vengano impiegati per sostenere una produzione senza futuro, invece di cercare concrete e durature alternative occupazionali nel comparto dell’energia davvero pulita. A riscattare il progetto non basterebbe prevedere la realizzazione di un impianto di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS), una tecnologia sperimentale, molto costosa e ancora poco affidabile; gli ambientalisti si oppongono recisamente che a pagare gli impianti  di CCS siano i consumatori. E’ possibile che il Governo scelga di fare un investimento a perdere ipotecando i prossimi 20 anni quando in Italia siamo in presenza di una sovrapproduzione energetica e di migliaia di lavoratori delle centrali termoelettriche in cassa integrazione? Si consideri inoltre che in Sardegna sono già operative altre due centrali a carbone e che sono in discussione ulteriori due progetti di impianti alimentati con quella fonte: una vera condanna, dal punto di vista economico, ambientale e sanitario per quella terra. 


Ufficio Stampa WWF Italia
Via Po 25/c - 00198 Roma

sabato 3 agosto 2013

No trivelle nel Canale di Sicilia! Firma anche tu...


FIRMA L'APPELLO
No alle trivelle! Si al parto di Pantelleria

La minaccia petrolifera incombe su una delle isole più belle della Sicilia e dell'intero Mediterraneo. paradiso dei subacquei e degli amanti del mare incontaminato.


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venerdì 2 agosto 2013

No trivelle nel Canale di Sicilia! Firma anche tu...

Dove tutte le navi passano, dove tutti i pescatori pescano, lo Stato Italiano vorrebbe trasformare il tragitto, da libero qual è, ad una corsa ad ostacoli.

L’Italia è il paese di navigatori, poeti e santi. Riguardo ai navigatori, le pagine di cronaca dei nostri quotidiani ci confermano che il settore della navigazione non sforna più illustri nocchieri. Come poeti siamo insuperabili, basti pensare che il petrolio si “coltiva” e gli impianti si dicono di “coltivazione”. Riguardo ai santi … non ci rimane che affidarci a loro in caso le coltivazioni vadano male.

Segui e diffondi la nostra campagna e aiutaci a dire no alle trivellazioni nel Canale di Sicilia.

Marco Costantini, Responsabile Mare WWF Italia 


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domenica 30 giugno 2013

OGM no grazie! - Martedì 2 luglio

Il WWF La Spezia aderisce con entusiasmo all’iniziativa prevista il prossimo 2 Luglio in Piazza Brin dalle ore 21.00; l’evento è organizzato dall'Associazione Crisoperla, che riunisce produttori biologici della Toscana e Liguria e che propone una serata di condivisione, d'informazione e di riflessione dal tema: “OGM salute, ambiente”.
In piazza sarà presente con uno stand informativo, insieme ad altre realtà che hanno aderito all’evento.
In introduzione alla serata, una golosità insolita : ovvero la scoperta in chiave teatrale della ricetta di una torta di ciliegie come ancora non l'avete mai sentita, e che sicuramente non vi lascerà indifferenti.
Ad interloquire con voi, verranno:

  • Maurizio Giangarè (Cooperativa La Gramigna)
  • Marco Rivieri (medico per l'ambiente)
  • Giulietta Mulini (Azienda agricola del pino solitario e Presidente di Crisoperla)
  • Geneviève Marotel (sociologa, GAS l'Orbaco e Crisoperla).  


AL TERMINE SCAMBIO DELLE SEMENTI ORTICOLE E TALEE AUTOPRODOTTI 

Contadini amatoriali e agricoltori sono invitati ad intervenire e a portare i propri semi e altro materiale di propagazione da scambiare.

La cittadinanza è invitata a partecipare…


venerdì 31 maggio 2013

SABATO 1° GIUGNO GIORNATA SULL’ALIMENTAZIONE VERDE



COMUNICATO STAMPA
SABATO 1° GIUGNO
GIORNATA SULL’ALIMENTAZIONE VERDE



Il WWF La Spezia organizza per Sabato 1° Giugno dalle ore 15.00 ai giardini storici della Spezia un pomeriggio sull’alimentazione verde.
Sarà allestito un laboratorio per i bambini per creare un piccolo orto a casa loro. Verranno dati consigli su come ridurre  i consumi in cucina e poter preparare menù amici del pianeta.
L’invito a tutti è di portare una ricetta verde che sarà premiata, ai bambini di portare un vasetto, barattolo, un bicchiere per cominciare il proprio orto in città. I volontari del WWF, in collaborazione con la COOP Zoe e l’Azienda Agricola dimostrativa di Pallodola, Vi aspettano!
La nostra alimentazione ha un impatto enorme sul Pianeta: gli effetti della filiera alimentare, che va dalla produzione al consumo, gravano sulle specie e gli habitat, sulle emissioni di gas serra, sulle risorse naturali, sulle foreste e sul degrado del suolo nonché sulle società. Il WWF è impegnato per ridurre dell’insostenibilità delle filiere alimentari: per tutelare la nostra salute, ma anche per ridurre gli impatti sugli ecosistemi. Oneplanetfood.info vuole essere uno strumento a servizio dei cittadini delle istituzioni e delle imprese, per comprendere l’urgenza e la necessità della trasformazione e per trovare soluzioni concrete per attuare modelli di produzione e consumo meno insostenibili sotto il profilo ambientale.

Comunicato stampa: link.
Volantino: link.
Sito: http://www.oneplanetfood.info